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UDINE

Nvidia, il colosso californiano premia un ricercatore dell’Università di Udine

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Un importante riconoscimento internazionale per Alessio Roccon, ricercatore di fluidodinamica dell’Università di Udine, premiato da Nvidia per uno studio dedicato alla simulazione dei flussi di tensioattivi insolubili emulsionati.

Il progetto è stato selezionato nell’ambito dell’Nvidia Academic Grant Program, l’iniziativa attraverso cui il colosso californiano dei semiconduttori sostiene le attività di ricerca accademica considerate di particolare rilievo.

Due GPU di ultima generazione per il laboratorio di Udine

Grazie al riconoscimento, Roccon riceverà due processori grafici Nvidia di ultima generazione, che saranno utilizzati per potenziare le infrastrutture di calcolo del Laboratorio di fluidodinamica multifase del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’ateneo friulano.

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Le nuove GPU consentiranno di sviluppare ulteriormente le simulazioni numeriche legate alle emulsioni di tensioattivi, fenomeni che rivestono un ruolo centrale in numerosi settori scientifici e industriali.

Questi processi trovano infatti applicazione nell’industria chimica e alimentare, ma sono importanti anche per lo studio degli scambi che avvengono tra oceano e atmosfera.

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Il progetto basato su un codice open source

Al centro della ricerca c’è un codice informatico open source sviluppato dal laboratorio dell’Università di Udine e basato sull’ecosistema tecnologico Nvidia.

«Il cuore del progetto – spiega Roccon – è un codice open-source sviluppato dal Laboratorio e basato sull’ecosistema Nvidia. Le nuove GPU permetteranno di estendere il codice alla simulazione dei tensioattivi».

Il potenziamento delle capacità di calcolo permetterà quindi di affinare i modelli e di migliorare le strategie utilizzate per studiare il comportamento dei flussi multifase.

Le precedenti simulazioni sul supercomputer Leonardo

Il nuovo progetto si inserisce nel percorso di ricerca già avviato dal gruppo friulano attraverso simulazioni su larga scala effettuate con Leonardo, il supercomputer del consorzio universitario Cineca.

«In questo modo sarà possibile migliorare le strategie di calcolo, dopo quelle su larga scala che abbiamo condotto sul supercomputer Leonardo», conclude il ricercatore.

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