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Damiano Gullì alla Galleria Spazzapan: arte e spazio pubblico

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Mercoledì 14 ottobre alle 18, la Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo ospita un incontro con Damiano Gullì. Al centro, il rapporto tra arte, città e comunità. L’appuntamento fa parte della mostra “FVG70.02 – Nuovi modelli di ricerca”.

Come può l’arte uscire dai musei ed entrare nella vita quotidiana? È una delle domande al centro dell’incontro con Damiano Gullì, in programma mercoledì 14 ottobre alle 18 alla Galleria regionale d’arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.
Gullì è curatore del Public Program e coordinatore scientifico editoria di Triennale Milano. Nel 2024 la rivista Inside Art lo ha nominato “Miglior curatore in Italia”.
L’incontro si intitola Nuovo Paesaggio e rientra nella mostra FVG70.02 – Nuovi modelli di ricerca, promossa e sviluppata da ERPAC. Il punto di partenza sarà un progetto ideato per la XIV Triennale di Milano del 1968, ma mai realizzato.

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Nuovo Paesaggio: il progetto del 1968

Il progetto Nuovo Paesaggio prevedeva il coinvolgimento di 35 artisti. L’obiettivo era portarli a confrontarsi con spazi esterni ai tradizionali luoghi espositivi.
Tra gli artisti invitati figuravano Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Jannis Kounellis e Mario Merz. La lista comprendeva anche Giulio Paolini, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio.
Erano previsti inoltre Fabio Mauri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Gianni Colombo, Gino Marotta, Eliseo Mattiacci, Mario Schifano e Nanda Vigo.
Mauri dedicò alla vicenda il testo Una mostra da salvare, pubblicato nell’Almanacco Letterario Bompiani del 1969. Il testo contribuiva a preservare la memoria di un progetto mai realizzato, ma capace di cogliere alcune delle trasformazioni più radicali dell’arte di quegli anni.

Dall’arte nei musei alla città

L’incontro partirà da questa esperienza per approfondire la cultura artistica tra gli anni Sessanta e Settanta. In quel periodo, l’arte iniziò a confrontarsi con strade, piazze, paesaggi e luoghi della vita quotidiana.
Questi spazi non sono soltanto luoghi in cui collocare un’opera. Diventano contesti in cui ripensare il rapporto tra artista, pubblico e società.
L’arte può così raggiungere anche chi non la sta cercando. Può cambiare la percezione di un luogo e inserirsi nella vita di tutti i giorni.
Il dialogo con Gullì affronterà anche l’attualità di quelle sperimentazioni. Si parlerà del significato dell’arte pubblica in una società in cui le relazioni sono sempre più smaterializzate e le immagini circolano continuamente in formato digitale.
Un’altra questione riguarda lo spazio pubblico. Può ancora favorire l’incontro, l’attenzione e un’esperienza condivisa?

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Il ruolo delle istituzioni culturali

Il confronto si concentrerà anche sul ruolo delle istituzioni culturali. Queste realtà non si limitano a conservare ed esporre opere e mostre. Possono anche promuovere progetti, relazioni ed esperienze.
In questo modo, mettono in comunicazione artisti, territori e comunità. La storia e l’attività di Triennale Milano offriranno lo spunto per collegare le sperimentazioni di oltre mezzo secolo fa alle questioni che riguardano oggi l’arte contemporanea.
L’incontro rientra nel progetto FVG70 della Galleria Spazzapan. L’iniziativa rilegge le esperienze artistiche sviluppate in Friuli Venezia Giulia dagli anni Settanta.
Il percorso mette queste esperienze in relazione con il panorama italiano e approfondisce le trasformazioni dei linguaggi, dei luoghi e delle istituzioni dell’arte contemporanea.

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