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UDINE

Detersivi più efficaci e alimenti più duraturi grazie ad una ricerca tra Udine e Vienna

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La ricerca dell’UniUd e del Politecnico di Vienne sui tensioattivi.

Uno studio condotto dall’Università di Udine e dal Politecnico di Vienna sui tensioattivi – sostanze presenti in detersivi, cosmetici, farmaci e alimenti – è finito sulla copertina di Langmuir, prestigiosa rivista internazionale di chimica.

La ricerca ha analizzato il comportamento dei tensioattivi nelle miscele olio–acqua e i risultati potrebbero rivoluzionare prodotti di uso quotidiano e processi industriali. Tra le possibili applicazioni: detergenti più efficaci anche a basse temperature, alimenti con conservazione più lunga, cosmetici e farmaci più sicuri e performanti, e processi produttivi più sostenibili, con minor spreco di energia e materie prime.

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Lo studio tra Udine e Vienna.

Dallo studio è stato osservato che quando si utilizzano tensioattivi lipofili, cioè che si sciolgono esclusivamente nell’olio, la concentrazione olio-acqua è più alta. Di conseguenza è maggiore la riduzione della tensione superficiale che si traduce in un effetto più marcato dei tensioattivi. Al contrario, con i tensioattivi idrofili la concentrazione olio-acqua è più bassa e l’effetto meno significativo.

I tensioattivi sono sostanze chimiche che riducono la tensione superficiale. Vengono aggiunti a sistemi bifase, come acqua e olio, per mantenerli stabili nella fase “gocce d’olio in acqua”, evitando la separazione, cioè olio in superficie e acqua sotto.

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L’esperimento è stato fatto con simulazioni numeriche in condizioni di flusso turbolento della miscela olio – acqua. In queste condizioni le gocce sono soggette a un moto caotico e irregolare. Per realizzarlo è stato utilizzato il supercomputer Leonardo, uno dei più potenti al mondo. Il computer è stato messo a disposizione dal consorzio interuniversitario Cineca e dall’impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni, lo European High-Performance Computing Joint Undertaking (EuroHPC JU).

Lo studio è frutto della collaborazione tra il gruppo di ricerca di Fluidodinamica multifase del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo friulano (Alfredo Soldati e Alessio Roccon) e quello dell’Istituto di meccanica dei fluidi e trasferimento di calore del Politecnico viennese (Francesca Mangani e Umberto Bau).

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Le applicazioni pratiche.

“Grazie alla fluidodinamica computazionale – spiega Alessio Roccon, docente di fluidodinamica dell’Ateneo friulano – siamo riusciti a osservare e comprendere in dettaglio i meccanismi con cui i tensioattivi si distribuiscono tra acqua e olio in condizioni turbolente, un aspetto quasi impossibile da indagare sperimentalmente. Questo lavoro dimostra come la simulazione numerica possa diventare uno strumento chiave non solo per avanzare la ricerca fondamentale, ma anche per aprire la strada a applicazioni pratiche: detergenti più efficaci e meno inquinanti, alimenti più stabili e sicuri, farmaci e cosmetici più performanti, fino a processi industriali più sostenibili e con minori sprechi di energia e materie prime”.

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