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UDINE

Dall’Università di Udine a Jakarta: per progettare città capaci di resistere al clima

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Rigenerazione urbana, adattamento climatico e nuove strategie per affrontare il rischio ambientale nelle grandi metropoli tropicali. Sono questi i temi al centro del progetto di ricerca coordinato dall’Università di Udine e dedicato a Jakarta, capitale dell’Indonesia e una delle città più esposte al mondo agli effetti del cambiamento climatico.

L’iniziativa è portata avanti da un gruppo di lavoro del corso di laurea in Scienze dell’architettura del Dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura dell’Ateneo friulano. L’obiettivo è analizzare le trasformazioni urbane della megalopoli asiatica e individuare modelli di sviluppo capaci di rispondere alle sfide ambientali, sociali e infrastrutturali che interessano la città.

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Lo studio sulla città più fragile davanti al rischio climatico

Al centro della ricerca ci sono le strategie di resilienza in ambiente tropicale, la gestione delle acque, i modelli di mobilità sostenibile, a partire dalla nuova metropolitana, e le soluzioni per ridurre le emissioni nocive. Il progetto approfondisce anche il tema delle infrastrutture, della rigenerazione sociale e della riqualificazione dei quartieri più vulnerabili.

Jakarta rappresenta infatti un caso studio di particolare rilievo internazionale. Come ha spiegato Stefano Miani, delegato del Dipartimento all’internazionalizzazione, la capitale indonesiana è una metropoli segnata da un ecosistema idrico estremamente fragile, con tredici fiumi e vaste aree soggette a subsidenza. Una condizione che la rende uno dei principali laboratori urbani per lo studio della gestione del rischio climatico.

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Il gruppo di ricerca dell’Ateneo friulano

Il progetto nasce nell’ambito del Laboratorio di tecnologia dell’architettura e design e coinvolge i docenti Christina Conti, Alberto Cervesato e Nicla Indrigo, insieme a undici studenti dell’Università di Udine. L’attività rientra nella collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Istituto italiano di cultura a Jakarta, con il supporto scientifico di Roberto Carniel, docente dell’Ateneo friulano e già addetto scientifico della sede diplomatica.

La ricerca è stata presentata in ambasciata durante una recente visita alla presenza dei delegati dell’Università e del Dipartimento all’internazionalizzazione, Enrico Salvati e Stefano Miani, oltre ai docenti referenti del progetto.

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Secondo Enrico Salvati, la partecipazione istituzionale al progetto conferma la volontà dell’Università di Udine di costruire relazioni solide con il sistema accademico e professionale indonesiano. Il dialogo avviato, ha sottolineato, apre la strada a futuri progetti congiunti dedicati a soluzioni tecnologiche e progettuali per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, rafforzando il ruolo dell’Italia come partner scientifico nel Sud-est asiatico.

Rigenerazione urbana, patrimonio e inclusione sociale

Un ruolo centrale nello studio è affidato al rapporto tra patrimonio, tessuto sociale e trasformazioni urbane. Come ha evidenziato Christina Conti, l’analisi dei quartieri storici consente di comprendere meglio l’interazione tra spazi monumentali, vita pubblica e processi di rigenerazione urbana. Allo stesso tempo, lo studio degli ecosistemi periurbani permette di approfondire il contributo delle infrastrutture verdi e della biodiversità nella mitigazione dell’impatto climatico.

Particolare attenzione è dedicata anche alla dimensione sociale dell’adattamento climatico. Alberto Cervesato ha spiegato che il gruppo di ricerca ha approfondito gli interventi nelle aree soggette a inondazione e i programmi di ricollocamento abitativo, temi oggi centrali nel dibattito internazionale sull’architettura resiliente, sostenibile e inclusiva.

Il progetto conferma così la crescente apertura internazionale dell’Università di Udine e il ruolo della ricerca architettonica nella definizione di nuove risposte alle emergenze climatiche che interessano le grandi città del mondo.

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