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Meno treni tra Sacile e Gemona, ma é polemica

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La replica dell’esponente dem Conficoni.

“La Giunta Fedriga ripensi alla decisione di ridurre le corse del treno lungo la tratta ferroviaria Sacile-Gemona: non è certo questo il modo giusto di limitare i problemi, si attivi, invece, per risolverli concretamente e sfruttare appieno le potenzialità della linea”. 

A dirlo è il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, commentando la risposta dell’assessore regionale ai Trasporti, Graziano Pizzimenti, a un’interrogazione sui “Ritardi, soppressioni e guasti ai passaggi a livello lungo la linea ferroviaria Sacile-Maniago”, presentata in IV commissione consiliare dallo stesso Conficoni.

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“La logica di Pizzimenti – prosegue Conficoni -, secondo cui se si tolgono un po’ di corse del treno, code e disservizi saranno meno frequenti non è condivisibile perché i problemi vanno risolti, non nascosti sotto il tappeto. Sarebbe come se per avere meno incidenti in un incrocio, invece che fare una rotatoria o mettere un semaforo, si chiudesse la strada alla circolazione”.

“In commissione abbiamo chiesto garanzie sulla risoluzione delle problematiche esistenti e sul futuro della linea ferroviaria, anche in relazione alla sua promessa riapertura fino a Gemona. Peccato che – spiega il consigliere – abbiamo scoperto, non solo che a disagi e disservizi la Giunta risponde con una riduzione delle corse, ma anche che non c’è, per ora, alcuna garanzia da parte di Rfi o del governo nazionale per le risorse necessarie al prolungamento della tratta, caldeggiato anche da alcune aziende del territorio”.

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Secondo Conficoni, “per promuovere uno sviluppo sostenibile della pedemontana friulana bisogna sfruttare appieno le potenzialità della linea ferroviaria per il trasporto di pendolari, turisti e merci. Ridurre le corse, invece, è un palliativo che va scongiurato perché non eviterà le code sulla statale 13 Pontebbana a Sacile nelle ore di punta, né garantirà la sicurezza in corrispondenza dei passaggi a livello malfunzionanti. Il rischio piuttosto, è quello di riportare la linea ferroviaria nell’oblio in cui si trovava nel 2013, quando è ripartito il progetto di riapertura poi concretizzato fino a Maniago”.

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