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Gemona del Friuli

Dal terremoto alla rinascita: una mostra racconta come Gemona ricostruì il suo Duomo

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Cinquant’anni dopo il terremoto, torna alla luce la storia di una delle ricostruzioni più complesse e simboliche di Gemona. È quella del Duomo di Santa Maria Assunta, che dopo le devastazioni del sisma del 6 maggio 1976 venne restituito alla città grazie a un lungo lavoro fatto di rilievi, progettazione, consolidamenti e interventi tecnici. Una storia che oggi una mostra prova a ricomporre attraverso fotografie, disegni e documenti, riportando alla luce anche il contributo poco conosciuto del geometra e artista gemonese Guido Brollo.

La mostra sarà inaugurata sabato 12 settembre alle 18, proprio nel Duomo di Santa Maria Assunta. L’iniziativa è promossa dalla famiglia Brollo-Messetti, dalla Parrocchia e dall’associazione Pense e Maravee, con il patrocinio del Comune di Gemona.

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Le immagini di una ricostruzione lunga e complessa

Il percorso espositivo, curato da Augusto Messetti, Mauro Pascoli e Mauro Vale, ripercorre le diverse tappe che hanno accompagnato la rinascita del monumento dopo il terremoto.

Si parte dalla storia dell’edificio e dalla documentazione dei danni provocati dal sisma, per arrivare agli interventi di consolidamento e alla messa in sicurezza delle strutture rimaste in piedi. La mostra racconta quindi la fase della progettazione della ricostruzione, fino al risultato finale che ha permesso al Duomo di tornare a essere uno dei principali luoghi identitari della comunità gemonese.

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Fotografie, tavole e documenti tecnici permettono così di guardare alla ricostruzione non soltanto come a un risultato ormai acquisito, ma come a un’impresa lunga e complessa, nella quale furono coinvolte professionalità diverse.

Il lavoro poco conosciuto di Guido Brollo

Tra le storie che la mostra vuole riportare alla luce c’è quella di Guido Brollo, geometra e artista gemonese che negli anni successivi al terremoto partecipò al lavoro di documentazione indispensabile per la ricostruzione del Duomo.

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Brollo realizzò accurati rilievi dello stato di fatto dell’edificio danneggiato, riportando in scala sulle tavole valori e particolari del monumento. Successivamente documentò anche le scelte legate all’impegnativo progetto di ricostruzione curato dalla Soprintendenza.

Un lavoro tecnico e minuzioso, nel quale la professione di geometra si intrecciava con la sensibilità del disegnatore. Un contributo che si inserisce in una tradizione familiare legata all’arte: i Brollo erano infatti eredi di una famiglia di decoratori gemonesi attiva tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Una storia fatta di persone

È proprio questa dimensione collettiva uno degli elementi centrali della mostra. Dietro la ricostruzione del Duomo non ci sono soltanto edifici e progetti, ma le competenze e il lavoro di tecnici, progettisti e maestranze chiamati a confrontarsi con un’impresa straordinaria.

A cinquant’anni dal terremoto, le immagini e i documenti esposti nel Duomo permettono così di ripercorrere quella stagione attraverso le tracce concrete lasciate da chi lavorò per restituire alla comunità uno dei suoi luoghi più importanti.

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