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Friuli

Robotaxi, la sfida alla Cina parte dal Friuli. Agostini: “Possiamo costruirli qui”

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L’idea dell’imprenditore Agostini: “sfidare” la Cina e creare un robotaxi friulano.

Mentre tra i padiglioni di SamuExpo risuona il rumore delle macchine utensili, a Pordenone Fiere si accende un dibattito che punta dritto al futuro della mobilità mondiale. A lanciare la sfida è Massimo Agostini, anima di Idea Prototipi di Basiliano e pioniere della robotica collaborativa, che dal cuore della fiera pordenonese lancia una provocazione destinata a far discutere: la creazione di un polo regionale per il trasporto del futuro. L’obiettivo? Realizzare il primo “Robotaxi friulano”.

Il sorpasso cinese e il rischio geopolitico

Il contesto è quello di una competizione internazionale serratissima. Se in Occidente si discute ancora di burocrazia, in metropoli come Pechino e Shanghai i robotaxi sono già una realtà di massa, con costi di produzione abbattuti del 60% e veicoli autonomi che scendono sotto i 30 mila dollari. “Non restiamo a guardare cosa fa il mondo, costruiamo la nostra via alla guida autonoma”, ammonisce Agostini. Secondo l’imprenditore friulano, la sfida non è solo commerciale ma geopolitica: chi controllerà queste flotte gestirà i dati, l’energia e il tempo dei cittadini.

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Il “DNA” friulano per l’auto del futuro

L’idea di un veicolo a guida autonoma “Made in FVG” non è un sogno isolato, ma poggia sulle solide competenze del distretto meccanico regionale, secondo Agostini. Dalle lavorazioni di precisione alla sensoristica avanzata, il territorio possiede già le tecnologie che aziende come CMS portano ogni giorno sui mercati mondiali. “Abbiamo l’ingegno per competere ad armi pari con i giganti asiatici o d’oltreoceano – incalza Agostini – ma ci manca ancora l’asset più prezioso: la capacità di fare sistema“.

Una via europea alla tecnologia

La proposta nata a SamuExpo punta a una sovranità tecnologica che sia etica e sicura, una sorta di “terza via” europea che non subisca passivamente l’avanzata asiatica. Per l’imprenditore di Basiliano, la partita si gioca ora: trasformare l’eccellenza della subfornitura e della meccanica di precisione friulana nel motore di una rivoluzione industriale capace di ridisegnare le città.

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