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Friuli

Mi.CoTra ancora ko, treni soppressi tra Udine, Tarvisio e Villach: disagi per i pendolari

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Nuovi disagi ieri sulla linea transfrontaliera Mi.CoTra, il collegamento ferroviario tra Udine, Tarvisio e Villach. A denunciare l’ennesima giornata complicata è il Comitato Pendolari Alto Friuli, che segnala soppressioni e sostituzioni con autobus dopo un guasto che ha interessato il servizio.

Secondo quanto riferito dal Comitato, nella serata di ieri il treno 1823 Villach-Udine è stato soppresso a Tarvisio a causa di un guasto ed è stato sostituito con un bus. I problemi sarebbero proseguiti anche oggi, con la soppressione del treno 1820 Udine-Villach e del 1821 Villach-Udine.

Soppresse anche le corse serali

Non solo. Sempre secondo i pendolari, sarebbero state soppresse anche le due corse serali, sostituite da autobus tra Udine e Tarvisio e viceversa. Il servizio ferroviario tra Tarvisio e Villach, invece, verrebbe garantito da Öbb con un proprio locomotore.

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Una situazione che riaccende le polemiche sulla gestione del collegamento transfrontaliero, considerato in passato uno dei servizi più importanti per la mobilità tra Friuli Venezia Giulia e Austria.

Il Comitato: “Servizio precario, prendere un treno è un terno al lotto”

Il Comitato Pendolari Alto Friuli parla di un servizio ormai “precario” e punta il dito contro l’affidabilità del materiale rotabile. “Lo diciamo da mesi che la gestione del trasporto pubblico locale ferroviario è fallimentare, sia lato Trenitalia, dove il contratto di servizio è ampiamente disatteso, sia lato Fuc”, scrivono i pendolari.

Nel mirino finisce anche la disponibilità dei mezzi: “Ma Fuc non dispone del secondo locomotore? Non era stato revisionato?”, si chiede il Comitato, criticando quella che viene definita “la totale indifferenza della Regione Fvg”, azionista al 100% di Fuc.

Per i pendolari, “prendere un treno in Friuli Venezia Giulia è diventato un terno al lotto a causa di un parco rotabile inaffidabile e inadeguato”.

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Le critiche alla Regione.

Il Comitato chiama direttamente in causa l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio, Cristina Amirante, attribuendole la “responsabilità politica di una situazione totalmente sfuggita di mano”.

Secondo i pendolari, dopo i risultati ottenuti durante la prima Giunta Fedriga con l’allora assessore Graziano Pizzimenti, la Regione si sarebbe “dormita sugli allori”, senza una programmazione adeguata. “Si è tornati indietro di oltre 10 anni, azzerando tutto quello di buono che era stato fatto”, scrive ancora il Comitato. Il giudizio è particolarmente duro anche sul Mi.CoTra, definito “un tempo eccellenza del nostro trasporto pubblico locale” e oggi, secondo i pendolari, diventato “il treno dell’Ave Maria”.

La richiesta: “Serve una svolta”

La richiesta alla Regione è quella di un cambio di passo immediato, anche sul piano gestionale. “Cara assessore, bisogna darsi una svegliata e battere i pugni richiedendo politicamente anche il cambio di certe teste, senza se e senza ma”, conclude il Comitato.

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Una presa di posizione che arriva in un momento di forte tensione per il trasporto ferroviario regionale, tra guasti, soppressioni e proteste degli utenti, sempre più preoccupati per la tenuta del servizio.

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