Italian Baja, scontro politico: “Danni al territorio”. Anzil: “Rally parte della storia del Fvg”
La gara motoristica internazionale di fuoristrada Italian Baja torna al centro delle polemiche in Friuli Venezia Giulia per il suo impatto sul territorio. A risollevare la questione è il capogruppo regionale del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, Massimo Moretuzzo.
“Basta con una manifestazione che, anno dopo anno, lascia dietro di sé terreni e strade rovinate e colture compromesse. L’Italian Baja non può essere considerata solo un evento sportivo: il suo impatto sul territorio è evidente, documentato e ormai palesemente insostenibile” dice Moretuzzo.
“Quest’anno la gara ha interessato anche le strade sterrate del riordino fondiario nel Medio Friuli, con danni pesanti alla viabilità agricola e conseguenze sui terreni agricoli e disagi ai residenti ostaggio per ore delle nuvole di polvere sollevate dal passaggio dei mezzi, peraltro in una giornata con 37° di temperatura”.
“Un ecosistema delicato”
Tra le critiche sollevate dall’esponente regionale, che ha annunciato una interrogazione sul tema, anche l’ambiente attraversato dalla gara: “La competizione si è svolta nei giorni scorsi in parte anche sui greti sassosi e ghiaiosi dei torrenti Meduna e Cosa e del fiume Tagliamento alterando un ecosistema delicatissimo, caratterizzato da greti mobili e biodiversità elevata, e generando ulteriori danni ai terreni agricoli limitrofi”.
La richiesta alla Regione
Il consigliere critica anche il sostegno pubblico alla gara, pari a circa 30 mila euro. “Male fa la Regione a continuare a finanziare una manifestazione che produce danni certi e benefici sempre più discutibili. Questi contributi contraddicono le politiche di tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni di qualità e il rispetto del lavoro degli agricoltori. È tempo che la Regione riconsideri le proprie priorità e smetta di usare risorse pubbliche per questo tipo di eventi”, aggiunge.
La replica della Regione: “I rally sono parte della nostra cultura sportiva”
A difesa dell’Italian Baja (e non solo) interviene il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega allo Sport, Mario Anzil, che respinge le critiche e richiama il valore sportivo e sociale delle competizioni.
“I rally fanno parte della storia e della cultura sportiva del Friuli Venezia Giulia e meritano rispetto, non critiche ideologiche che non rendono giustizia a manifestazioni di altissimo livello e al lavoro di centinaia di volontari”, afferma Anzil intervenendo nel dibattito.
Il vicegovernatore ricorda come le campagne friulane siano da sempre scenario delle gare automobilistiche e sottolinea il lavoro delle associazioni organizzatrici. “Le associazioni organizzano eventi di altissimo profilo, coinvolgendo numerosi volontari e un pubblico appassionato. Al termine delle gare i percorsi vengono ripristinati con attenzione, restituendo i luoghi in condizioni spesso anche migliori rispetto a quelle precedenti” aggiunge.
Anzil rivolge inoltre un ringraziamento agli enti coinvolti, dall’Automobile Club d’Italia (Aci) alla Fédération Internationale de l’Automobile (Fia), fino agli organizzatori dell’Italian Baja, tappa italiana della Coppa del Mondo che si svolge da 33 anni in Friuli Venezia Giulia.
Il vicegovernatore giudica infine «decisamente immeritate» le contestazioni politiche. “Un ambientalismo ideologico e distante dalla realtà non fa bene al Friuli Venezia Giulia né a eventi che rappresentano un’importante tradizione sportiva e un’opportunità di promozione del territorio”, conclude.