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Friuli Oggi – Il quotidiano del Friuli Venezia Giulia. Notizie da Udine, Pordenone e Gorizia

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Gino Cecchettin in Friuli: “La violenza su Turetta non è la risposta”

18 Settembre 2025 · Alessia Pilotto

Gino Cecchettin in Friuli per Pordenonelegge.

Filippo Turetta, condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Giulia Cecchettin, sarebbe stato aggredito lo scorso agosto all’interno del carcere di Montorio, a Verona, colpito al volto con un pugno da un altro detenuto di 55 anni: commentando la notizia a margine del festival Pordenonelegge, Gino Cecchettin, padre di Giulia, ha voluto lanciare un messaggio chiaro.

Non penso che la violenza sia la risposta ed è il messaggio che vorrei dare: non mi fa sentire felice il fatto che Turetta sia stato aggredito, perché ancora una volta vuol dire che dobbiamo lavorare. Sono da condannare anche questi atti e noi ci muoviamo in senso opposto – ha aggiunto – e vorremmo far capire alle persone che i sentimenti che portano a questo sono sbagliati e da condannare”.

La visita a Officine Giovani.

Ieri, invece, Cecchettin è stato ospite a Officine Giovani di Udine, per un pomeriggio di riflessione e confronto dedicato alla prevenzione della violenza di genere. Ad accoglierlo le associazioni che animano quotidianamente lo spazio, presentando i progetti rivolti ai giovani, come “RispettAMI”, percorso di educazione ai sentimenti nato dall’Istituto Zanon di Udine e dedicato alla memoria di Nadia Orlando.

All’incontro hanno partecipato l’assessora alle politiche giovanili e pari opportunità Arianna Facchini e Paola Colombo, in rappresentanza del festival VicinoLontano. “Officine Giovani non è soltanto un luogo di incontro – ha ricordato Facchini – ma un presidio sociale in un quartiere periferico che lavora sulla coesione sociale. La visita di Gino Cecchettin ci ricorda che il nostro impegno deve essere costante e mirato“.

Lo stesso Cecchettin ha sottolineato l’urgenza di un’azione educativa capace di raggiungere anche chi non è ancora sensibilizzato: “È bello vedere un Comune attivo nella lotta alla violenza di genere – ha detto –. Spesso il problema è che queste attività parlano a un pubblico già sensibile. La sfida vera è arrivare a chi non ha ancora sviluppato questa consapevolezza, per educare al rispetto e alla responsabilità anche chi rischia di restarne escluso”.

La sua testimonianza, accolta con grande attenzione, ha trasformato l’incontro in un momento di forte valore civico e comunitario. Un segnale che conferma la volontà di Udine di continuare a essere un punto di riferimento nel contrasto alla violenza di genere, mettendo al centro i giovani e la costruzione di relazioni sane, fondate sulla dignità e sul rispetto reciproco.