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Friuli Oggi – Il quotidiano del Friuli Venezia Giulia. Notizie da Udine, Pordenone e Gorizia

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Economia

Imprese guidate da stranieri, in Friuli Venezia Giulia sono il 14,5%

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Il Friuli Venezia Giulia si conferma tra le regioni italiane più dinamiche per presenza di imprese guidate da persone nate all’estero. È quanto emerge dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025 realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS in collaborazione con CNA, presentato a Roma, che fotografa un fenomeno ormai strutturale e in costante crescita.

In regione l’incidenza delle imprese immigrate raggiunge il 14,5% del totale, un dato nettamente superiore alla media nazionale (11,3%) e a quella del Nord Est (12,7%). Un risultato che colloca il Friuli Venezia Giulia tra le prime tre regioni italiane, superata solo da Liguria (16,7%) e Toscana (16,4%), e davanti a Emilia-Romagna (14,1%) e Lombardia (14,0%).

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Oltre 14 mila imprese e crescita più rapida del resto d’Italia

Nel dettaglio, le imprese guidate da cittadini stranieri in Friuli Venezia Giulia sono 14.025, pari al 2,1% del totale nazionale. Il dato conferma una crescita importante: nel 2024 si registra un +4,4%, contro il +1,1% a livello italiano, mentre nello stesso periodo le imprese guidate da italiani in regione sono diminuite dell’1,7%. Si tratta di un andamento che evidenzia il ruolo sempre più centrale dell’imprenditoria immigrata nella tenuta e nello sviluppo del sistema economico regionale.

Particolarmente significativo il dato della provincia di Trieste, dove l’incidenza delle imprese immigrate raggiunge il 21,3%. Un valore che la colloca tra i territori italiani con la più alta presenza di imprenditoria straniera, insieme a Prato, Imperia, Firenze e Genova.

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I settori: costruzioni in testa, ma cresce la diversificazione

Le attività guidate da imprenditori stranieri in Friuli Venezia Giulia si concentrano soprattutto nei settori tradizionali: costruzioni (31,7%), commercio (20%), alloggio e ristorazione (12,1%) e altri servizi (7,2%).

Il modello regionale si inserisce pienamente nella struttura del Nord Est, dove prevalgono costruzioni (30,4%), commercio (21,9%), alberghi e ristorazione (11,1%) e manifattura (8,9%). Tuttavia, il rapporto evidenzia una progressiva evoluzione: le imprese immigrate sono sempre meno legate alle specializzazioni “etniche” e sempre più presenti nei servizi avanzati, nelle attività tecniche e nei comparti professionali.

Nord Est, crescita anticiclica delle imprese straniere

Nel Nord Est le imprese immigrate sono cresciute del 2,2% nell’ultimo anno, mentre quelle guidate da nati in Italia hanno registrato un calo dell’1,5%. Un trend che si conferma anche a livello nazionale, dove le imprese straniere crescono dell’1,1% a fronte di una diminuzione dell’1,6% delle imprese autoctone. Una dinamica che evidenzia il ruolo anticiclico dell’imprenditoria immigrata, capace di espandersi anche in contesti economici complessi.

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Donne e giovani, una presenza sempre più significativa

In Friuli Venezia Giulia le donne rappresentano il 25,2% degli imprenditori stranieri, un dato in linea con la media nazionale (24,7%). Gli under 35 sono il 14,1%, leggermente superiore al dato italiano (13,8%).

Secondo IDOS e CNA, l’imprenditoria immigrata rappresenta “un vettore che sostiene significativamente la crescita del sistema Paese e i processi di inclusione”. Una realtà ormai strutturale che richiede politiche mirate per favorire il consolidamento e l’accesso agli incentivi.

Sulla stessa linea il presidente di CNA FVG, Maurizio Meletti, che sottolinea come i dati confermino una tendenza ormai consolidata, da accompagnare con strumenti adeguati per valorizzarne appieno il potenziale.

Un fenomeno strutturale in tutta Italia

A livello nazionale, al 31 dicembre 2024 le imprese immigrate sono 666.767, pari all’11,3% del totale. La distribuzione è fortemente concentrata nel Centro-Nord, che raccoglie il 77,9% delle attività: Nord Ovest 32%, Nord Est 21,1% e Centro 24,9%, mentre il Mezzogiorno si ferma al 22%.

In termini assoluti, il Friuli Venezia Giulia rappresenta il 2,1% dell’imprenditoria immigrata italiana, lontano dai grandi numeri di Lombardia (19,8%), Lazio (11,8%), Toscana (9,6%), Emilia-Romagna (9,2%) e Veneto (8,3%), ma con un’incidenza tra le più alte del Paese.

Un dato che conferma come, anche in una regione di dimensioni contenute, l’imprenditoria immigrata sia ormai una componente fondamentale del sistema economico.

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