ADV · Top header fisso728×90 / 320×50

Friuli OggiPROTOTIPO v1

Friuli Oggi – Il quotidiano del Friuli Venezia Giulia. Notizie da Udine, Pordenone e Gorizia

ADV · Header ADV menu728×90
ADV · Billboard header970×250 / 300×250
Economia

Blocco dei licenziamenti e cassa integrazione, in Fvg sono rischio 15 mila posti di lavoro

ADV · Prima del contenuto728×90 / 300×250

L’allarme lanciato dal segretario regionale della Cgil Fvg.

“I posti a rischio in Friuli Venezia Giulia? Difficile dare numeri, soprattutto di fronte all’incertezza dell’evoluzione degli scenari sanitari. Se però la situazione restasse quella attuale, quindi di una fortissima sofferenza per i settori più direttamente toccati dalle restrizioni come turismo, spettacolo, vaste aree del commercio e servizi all’impresa, i contraccolpi rischiano di essere pesantissimi. Le nostre stime, basate anche sul ricorso alla cassa integrazione, ci fanno ipotizzare un numero di lavoratori a rischio non inferiore a 15mila”.

È quanto dichiara il segretario regionale della Cgil Villiam Pezzetta, anche alla luce dei rinnovati allarmi della comunità scientifica sul possibile aggravarsi della pandemia e del drammatico record toccato a fine 2020 nel ricorso agli ammortizzatori, con 94 milioni di ore autorizzate tra cassa integrazione ordinaria, straordinaria in deroga e fondi di solidarietà. “Un dato – rimarca Pezzetta – che peraltro non comprende gli ammortizzatori artigiani gestiti direttamente dall’Ebiart, che ad agosto interessavano già una platea di oltre 30mila lavoratori, con quasi 20 milioni di ulteriori ore autorizzate”.

ADV · In content (ogni 2 paragrafi)336×280

La quasi totalità delle ore di cassa autorizzate riguarda il periodo marzo-dicembre ed è stata richiesta con causale Covid. Il che significa una media di quasi 10milioni di ore autorizzate mensilmente, un dato superiore di 4 volte rispetto ai picchi storici pre-Covid, con valori ancora altissimi anche a fine 2020. “A dicembre – spiega Pezzetta – l’Inps ha autorizzato 4,5 milioni di ore. Anche ipotizzando un tiraggio, cioè un ricorso effettivo, compreso tra il 50 e il 60%, si tratta di un monte ore che corrisponde a circa 15mila addetti a tempo pieno. Crediamo che la stima dei posti a rischio possa attestarsi su questo dato, perché se è vero che il manifatturiero e le costruzioni hanno dato segnali confortanti dopo il lockdown, nel terziario sono ancora tantissime le attività chiuse o costrette a lavorare a mezzo regime: alberghi, ristoranti e bar, agenzie viaggi, vaste aree del commercio, molte attività degli appalti e dei servizi all’impresa. Settori, questi, che rischiano di pagare un pedaggio pesantissimo in termini di occupati in assenza di un’evoluzione positiva del quadro sanitario e di un conseguente allentamento delle restrizioni”.

Di fronte a questo quadro, la Cgil rinnova con forza l’appello all’esecutivo e a tutte le forze politiche sulla proroga degli ammortizzatori e del blocco dei licenziamenti. Un appello che la Cgil declina anche a livello regionale. “Quella del Recovery plan è una sfida che la nostra regione deve saper giocare a livello nazionale“.

ADV · Fine articolo336×280
ADV · Paywall fine articolobox paywall (after .entry-tags)
ADV · After content (engagement)box canali Telegram/WhatsApp/Google News