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Cronaca

Prodotti Dop e Igp, crescita record in Friuli Venezia Giulia

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I dati sui prodotti Dop e Igp in Friuli Venezia Giulia.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione italiana in cui le produzioni dell’agroalimentare Dop e Igp hanno registrato la crescita maggiore nel 2021. L’incremento del 63 per cento, rispetto all’anno precedente, nel valore generato dalle produzioni a marchio tipico rispetto al totale della produzione agroalimentare pone la nostra regione al primo posto in Italia per il tasso di aumento che si è registrato nell’anno post-pandemia rispetto al 2020“.

A renderlo noto è l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier a Roma in occasione della presentazione del ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate Dop Igp Stg, che descrive i dati del settore dei prodotti registrati a origine protetta e tipici e analizza i consumi delle stesse tipologie di prodotti nel mercato italiano nel 2021, con un focus anche sull’andamento e l’evoluzione nel corso del 2022.

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“Il dato di crescita record, il 63 per cento nell’ultimo anno quando la media nazionale è del 21 per cento – ha sottolineato l’assessore – rappresenta un risultato molto importante per il comparto agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. In numeri e i dati che pongono la regione in vetta alla classifica del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 testimoniano anche la capacità del settore e delle sue imprese a reagire con le strategie giuste nonostante le diverse difficoltà che non sono mancate nella congiuntura internazionale”.

L’analisi territoriale del Rapporto Ismea-Qualivita 2022 ha un nuovo indicatore “Peso Dop Igp” che, per ogni regione, esprime l’incidenza del comparto sul totale del settore agroalimentare regionale.

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In Friuli Venezia Giulia il peso della “Dop economy” equivale a un valore pari a un miliardo e 162 milioni di euro. Il settore delle produzioni a marchio tipico comprende 26 prodotti (oltre a molti vini, tra le produzioni certificate più “balasonate” e conosciute vi sono Prosciutto di San Daniele, formaggio Montasio, olio Tergeste, la Pitina, la Brovada, il Prosciutto di Sauris) e occupa circa 3.650 addetti. Sul valore complessivo la parte del leone è rappresentata dai vini: 803 milioni di valore economico, quasi tremila occupati e una crescita di oltre il 35 per cento nel 2021 rispetto al 2020. Nel segmento del cibo l’incremento è stato di circa il 7 per cento e il valore nella “bilancia” complessiva delle produzioni a marchio registrato è di 359 milioni di euro. Nelle filiere, quella vitivinicola rappresenta il 69% del totale, mentre quella dei prodotti a base di carne il 29%.

“I risultati che emergono dal Rapporto – ha concluso l’assessore Zannier, a margine della presentazione dei dati alla quale era presente anche il neoministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida – mostrano che la strada intrapresa dalle imprese del settore e dalle politiche regionali degli ultimi anni in difesa e per la valorizzazione delle produzioni certificate va perseguita con ancora maggiore determinazione. Nella convinzione che non serve competere sulla quantità ma bisogna saper investire sulla qualità e sulle tipicità”.

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