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Cronaca

La commemorazione dei carabinieri a 78 anni dall’eccidio di Malga Bala

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Le commemorazioni per l’eccidio di Malga Bala dove persero la vita 12 carabinieri.

Oggi a Tarvisio i carabinieri hanno commemorato, in forma semplice e senza presenza di pubblico nel rispetto delle norme volte a contenere la diffusione della pandemia, il 78° anniversario dell’eccidio dei 12 carabinieri, decorati di Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria”, trucidati a Malga Bala (ora Slovenia) nel 1944.

La cerimonia commemorativa, a cui hanno presenziato il comandante della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia” Francesco Atzeni, i parenti dei caduti, il prefetto di Udine Massimo Marchesiello, il sindaco di Tarvisio Renzo Zanette, l’Ispettore Regionale Fvg dell’Associazione Nazionale carabinieri Michele Cristoforo Ladislao, oltre ai 4 comandanti provinciali della regione e ad una rappresentanza di carabinieri della Legione, ha avuto inizio con la celebrazione della Santa Messa presso la Chiesa “Santi Pietro e Paolo”, officiata dal parroco di Tarvisio e dal Cappellano Militare della Legione Carabinieri “Friuli Venezia Giulia”.

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Dopo la funzione religiosa, sono stati resi gli Onori ai Caduti con le note del Silenzio e la deposizione di una corona d’alloro all’interno del Tempietto Ossario che contiene le spoglie di 7 dei 12 Carabinieri trucidati.

Secondo le ricostruzioni la sera del 23 marzo 1944 due militari dell’Arma del Distaccamento fisso a protezione della centrale idroelettrica di Bretto di Sotto, si erano recati in paese, venendo aggrediti sulla strada del ritorno da due partigiani, mentre degli altri avevano circondato la caserma e facendo irruzione con le armi in pugno. Il commando partigiano e i 12 carabinieri catturati, costretti a portare a spalla tutto il materiale trafugato dal presidio, si incamminavano lungo un percorso boscoso in salita, per giungere nella distante Malga Bala.

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Il tragitto veniva intervallato da rare soste, di cui l’ultima la sera del 24 marzo, presso una stalla dell’altipiano di Logje (853 m s.l.m.), all’interno della quale venne loro dato un minestrone con l’aggiunta di soda caustica, cagionando gravi sofferenze.

La mattina successiva (25 marzo) i prigionieri percorrevano l’ultimo tratto di strada che li separava dal luogo dell’eccidio, un casolare su un pianoro, Malga Bala appunto, dove i 12 carabinieri  furono barbaramente uccisi.

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